IL VANGELO DEL GIORNO

Comunità Pastorale Maria SS Regina dei Martiri. Lomaniga, Maresso, Missaglia Arcidiocesi di Milano

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Ap 7,2-4.9-14; Sal 88; Rm 8,28-39; Mt 5,1-12a

GIOVEDÌ 1 NOVEMBRE

Gesù raccoglie tutta la bellezza della rivelazione dell’Antico Testamento, le aggiunge la bellezza della sua Croce, le dona il tocco dell’eternità, la presenta ai suoi discepoli come la sola Legge della vita. La Croce di Cristo Gesù è la bellezza insuperabile. Tutte le altre bellezze sono infinitamente al di qua. Al di là della croce è impossibile pervenire. Essa segna il limite ultimo, supremo. Sulla Croce si ferma Dio e deve fermarsi l’uomo. Alla Croce è giunto Dio e deve giungere l’uomo. Dalla Croce ha amato Dio e dalla Croce deve amare l’uomo. è questa la vocazione di ogni uomo, perché questa è stata la vocazione del vero Dio che si è fatto vero uomo. Amare con una obbedienza all’amore fino alla morte di Croce. Questa verità così è ricordata da Paolo.

Se dunque c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi. Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre. Quindi, miei cari, voi che siete stati sempre obbedienti, non solo quando ero presente ma molto più ora che sono lontano, dedicatevi alla vostra salvezza con rispetto e timore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore. Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa. In mezzo a loro voi risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita. Così nel giorno di Cristo io potrò vantarmi di non aver corso invano, né invano aver faticato. Ma, anche se io devo essere versato sul sacrificio e sull’offerta della vostra fede, sono contento e ne godo con tutti voi. Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me (Fil 2,1-18).

Cosa sono le Beatitudini? Sono la Legge di Cristo e del suo Corpo. Sono la Legge della natura nuova creata in noi dallo Spirito Santo, facendoci nel Battesimo partecipi della natura divina. Se siamo di natura divina, dobbiamo amare come Cristo Gesù con una obbedienza all’amore fino alla morte di Croce. Ogni Beatitudine chiede un’obbedienza fino alla morte ad una speciale forma o essenza di amore. La perfezione nella bellezza dell’amore si raggiunge quando le Otto Beatitudini sono l’abito dell’anima, dello spirito, del corpo di ogni discepolo di Gesù.

Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Le Beatitudini non possono essere vissute dalla natura non trasformata dallo Spirito Santo. Esse sono l’alito di vita della nuova natura. Possiamo viverle, se ogni giorno ci lasciamo fare natura nuova dallo Spirito di Dio. Più lo Spirito ci trasforma nella natura, più ne mostriamo la bellezza rivestendola con le sante Beatitudini. Se invece non ci lasciamo trasformare dallo Spirito, saremo straformati dal peccato in natura corrotta e in questo caso manifestiamo la cattiveria dei vizi e della disobbedienza alla Legge del nostro Dio. La comunione con lo Spirito è essenziale per poter vivere la nuova Legge.

Madre di Dio, Angeli, Santi, non permettete che ci separiamo dallo Spirito Santo

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