IL VANGELO DEL GIORNO

Comunità Pastorale Maria SS Regina dei Martiri. Lomaniga, Maresso, Missaglia Arcidiocesi di Milano

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2Gv 1-13; Sal 79; Gv 1,40-51

LUNEDÌ 22 OTTOBRE

Natanaele è un conoscitore della Scrittura. Da quale passo dei Profeti, della Legge e dei Salmi, lui attinge la verità di Gesù e la professione immediata della sua fede in Lui, Maestro, Figlio di Dio, Re d’Israele, cioè Messia? La sua confessione scaturisce dalle parole che Gesù gli ha rivolto mentre ancora si stava avvicinando: “Ecco un Israelita in cui non c’è falsità”. Chi può entrare in un cuore se non chi è intimamente legato a Dio? Dio comunica le sue qualità divine solo a chi da Lui è stato mandato. Così il Salmo.

Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo, intendi da lontano i miei pensieri, osservi il mio cammino e il mio riposo, ti sono note tutte le mie vie. La mia parola non è ancora sulla lingua ed ecco, Signore, già la conosci tutta. Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano. Meravigliosa per me la tua conoscenza, troppo alta, per me inaccessibile. Dove andare lontano dal tuo spirito? Dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, là tu sei; se scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra. Se dico: «Almeno le tenebre mi avvolgano e la luce intorno a me sia notte», nemmeno le tenebre per te sono tenebre e la notte è luminosa come il giorno; per te le tenebre sono come luce. Sei tu che hai formato i miei reni e mi hai tessuto nel grembo di mia madre. Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda; meravigliose sono le tue opere, le riconosce pienamente l’anima mia. Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, ricamato nelle profondità della terra. Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi; erano tutti scritti nel tuo libro i giorni che furono fissati quando ancora non ne esisteva uno. Quanto profondi per me i tuoi pensieri, quanto grande il loro numero, o Dio! Se volessi contarli, sono più della sabbia. Mi risveglio e sono ancora con te (Cfr. Sal 139 (138) 1-24)

Gesù è più che Samuele, il grande profeta, e anche più che Salomone, il re saggio e sapiente. Samuele non vide il cuore dei figli di Iesse. Neanche Salomone vide il cuore delle donne straniere da lui sposate che lo condussero all’idolatria. Se Gesù è più di tutto il meglio del meglio dei profeti, dei re, di ogni altro ministro del Signore, Lui non può essere altro se non il Figlio di Dio, il suo Messia, il Re atteso dalle genti. È una conclusione fondata saldamente sulla conoscenza della Scrittura. Lui però può fare questa deduzione, perché il suo cuore è puro, semplice, umile, amante della verità. Altra caratteristica di Natanaele è quella di sapere che sempre Scrittura e Storia camminano insieme, essendo la storia il luogo della perenne rivelazione del Signore.

Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro. Il giorno dopo Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Se Natanaele solo per una parola dettagli da Gesù giunge alla conclusione che Lui è il Messia di Dio, quando vedrà gli Angeli scendere e salire sul figlio dell’uomo, quale conclusione farà? Questo deve rivelarci che la fede non è mai statica, ma sempre dinamica. Ogni nuova verità che Cristo rivela obbliga a rivedere la nostra fede. Fede e storia camminano assieme. Più la storia si rivela, più la fede deve crescere in verità. La storia ci dice anche quando la fede muore e va necessariamente risuscitata.

Madre di Dio, Angeli, Santi, aiutateci a camminare sempre nella fede e nella storia. 

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