IL VANGELO DEL GIORNO

Comunità Pastorale Maria SS Regina dei Martiri. Lomaniga, Maresso, Missaglia Arcidiocesi di Milano

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Is 45,20-24a; Sal 64; Ef 2,5c-13; Mt 20,1-16

DOMENICA 7 OTTOBRE

Il rispetto della volontà di Dio è cosa difficilissima a causa della superbia della vita, la concupiscenza della carne e la concupiscenza degli occhi. Sono questi i tre mali oscuri, nascosti nel più profondo del cuore, che ci spingono a mormorare contro il Signore. Un frutto di questi tre mali è l’invidia. Fu essa a far crocifiggere Gesù.

Non amate il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui; perché tutto quello che è nel mondo – la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita – non viene dal Padre, ma viene dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno! (1Gv 2,15-17).

L’invidia della grazia altrui può trasformarsi in peccato contro lo Spirito Santo quando si vuole ad ogni costo l’eliminazione del portatore della grazia come avvenne con Gesù. Rispettare la grazia, il dono dell’altro, è rispettare lo Spirito, che dona dalla sua volontà.

Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole (1Cor 12,4-11).

Questa verità vuole insegnare a noi la parabola di Gesù: tutto nella relazione con Lui e con il Padre, nello Spirito Santo, è purissima grazia, dono, regalo. Dono è anche la chiamata a giornata fin dalla prima ora. Se tutto è dono per noi, perché mormorare contro il Signore, se tutto è anche dono per gli altri? La verità del dono ci obbliga solo al ringraziamento. Mormorare è peccato contro la verità anche del nostro dono.

Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Dio non è libero dall’arbitrio, ma dalla giustizia, dalla carità, dalla sapienza eterna. Se fosse libero dalla sola carità e non dalla giustizia, non sarebbe vero Dio, perché non sarebbe Santità divina ed eterna. Lui è Santo nella giustizia e nella carità, nel rispetto di ogni diritto dell’uomo e in ogni elargizione di grazia per la sua salvezza. Ma il cuore dell’uomo è troppo angusto e il suo peccato troppo grande per comprendere l’agire del suo Signore. Il suo Dio però non si lascia condizionare dal peccato. Lui agisce dalla verità e dalla santità della sua natura che è giustizia e carità eterna. Il rispetto della volontà di Dio è essenza della verità dell’uomo. Quando la volontà di Dio non è rispettata, è il segno che siamo nelle tenebre e non nella luce. Ogni invidia è tenebra.

Madre di Dio, Angeli, Santi, non permettete che siamo consumati dal peccato di invidia.

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