IL VANGELO DEL GIORNO

Comunità Pastorale Maria SS Regina dei Martiri. Lomaniga, Maresso, Missaglia Arcidiocesi di Milano

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1Re 19,4-8; Sal 33; 1Cor 11,23.26; Gv 6,41-51

DOMENICA 23 SETTEMBRE

Quando Gesù ha moltiplicato il pane nessun ha pensato che fosse il figlio di Giuseppe. Nessuno ha detto che di lui conosceva il padre e la madre. Il loro pensiero era totalmente diverso. Essi erano intenzionati ad eleggerlo come loro Re, Messia, Cristo. Neanche un simile pensiero è venuto loro in mente quando lo hanno cercato per avere ancora del pane al fine di potersi sfamare. Hanno iniziato a pensare in modo diverso nel momento in cui Gesù ha detto loro di cercare non il pane che perisce, ma quello vero, quello che solo il figlio potrà loro dare. È in questo momento che essi cercano un segno di verità. Vogliono un segno inconfondibile che Lui viene da Dio.

Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo (Gv 6,14-15). Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo»(Gv 6,24-31).

I problemi sorgono quando Gesù invita alla conversione, quando rivela loro che essi devono operare il passaggio da Mosè a Lui, perché solo Lui è il vero pane disceso dal cielo. Gesù non ammorbidisce il suo discorso a causa delle mormorazioni. Annunzia loro la realtà del mangiare. Non si tratta di un mangiare simbolico, ma reale, vero. Il pane che Lui darà è la sua carne per la vita del mondo. Se essi vogliono la vita, se vogliono non morire, necessariamente dovranno mangiare la sua carne. Carne vera, reale, non simbolica. Non quello di Gesù un linguaggio metaforico, ma veramente reale. La sua carne è il suo corpo, la sua vita. Lui è la vita eterna, si mangia la sua carne e si viene trasformati in vita eterna. Questa è la sublime offerta fatta da Gesù.

Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?». Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Ora è giusto offrire una più che urgente chiarificazione. Spesso quando si parla dell’Eucaristia, molti vorrebbero abbandonare il discorso reale fatto da Cristo Signore sostituendo la verità della carne, della transustanziazione, del corpo, sostituendolo con altre parole quali trans finalizzazione o trans significazione. Il pane resterebbe pane, ma verrebbe ad acquisire un finalità e un significato nuovo. Finalità e significato sono della realtà, mai dell’immaginazione, della fantasia. Se il pane resta pane, è in tutto simile alla manna, non libera dalla morte eterna, non compie nessun altro significato. Invece il pane si trasforma, diviene vero corpo di Cristo e chi lo riceve può vivere per Cristo, può divenire un corpo solo con Cristo e con i fratelli. È la realtà del vero corpo che opera secondo finalità e significati dato ad esso da Gesù Signore. È verità eterna.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni cristiano creda nella verità dell’Eucaristia. 

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