IL VANGELO DEL GIORNO

Comunità Pastorale Maria SS Regina dei Martiri. Lomaniga, Maresso, Missaglia Arcidiocesi di Milano

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Nm 21,4b-9; Sal 77; F112,6-11; Gv 3,13-17

VENERDÌ 14 SETTEMBRE

Vi è infinita differenza tra la fede chiesta dal Signore al suo popolo verso il serpente di rame, innalzato al centro dell’accampamento, e quella chiesta ad ogni uomo verso il Figlio Innalzato sulla croce. La differenza è sostanziale. Cambia la sostanza della fede.

Gli Israeliti si mossero dal monte Or per la via del Mar Rosso, per aggirare il territorio di Edom. Ma il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c’è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero». Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì. Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita (Num 21,4-9).

Il popolo mormora contro il Signore e contro Mosè. Serpenti velenosi assalgono i figli d’Israele. Quanti vengono morsi muoiono. Il popolo chiede a Mosè di pregare Dio, chiedendo di allontanare dall’accampamento i serpenti dal morso bruciante. Mosè prega. Il Signore non allontana i serpenti, dona il rimedio perché il loro morso sia inefficace. Mosè dovrà costruire un serpente di bronzo, porlo sopra un’asta e innalzarlo al centro dell’accampamento. Chi, dopo essere stato morso, guardava il serpente di bronzo non moriva, chi non lo guardava si condannava a morte. La relazione tra serpente di bronzo e figli d’Israele è esteriore. Non c’è nessun altro punto di contatto al di fuori di questo sguardo di fede. Si è morsi. Si guarda il serpente. Si è guariti.

Infinitamente differente è la relazione tra Cristo Signore e ogni uomo che viene in questo mondo. Prima di ogni cosa l’uomo è già morso dal serpente fin dal primo istante del suo concepimento, perché lui porta con sé l’eredita di Adamo. Se l’uomo vuole guarire, sanare, non morire, deve guardare con fede Gesù Crocifisso. Lo sguardo di fede non è però sufficiente. Deve divenire un solo corpo con Lui, deve vivere nel suo corpo di perfetta comunione con le altre membra di Cristo Signore, deve consacrare la sua vita ad una obbedienza perfetta ad ogni sua Parola, deve crescere di verità in verità, di grazia in grazia, di luce in luce, di giustizia in giustizia. La relazione di salvezza non si vive fuori di Cristo, ma in Cristo, per Cristo, con Cristo. Neanche si vive fuori della sua Parola, ma nella sua Parola, con la sua Parola, per la sua Parola. Cristo Gesù è la vita eterna. Chi dimora in Lui non muore. Quando si esce da Lui ci si incammina verso la morte. Anzi ritorniamo nella morte dalla quale ci eravamo liberati.

Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

La nostra salvezza non è solo per la fede in Lui ed è fede in Lui se è fede in ogni Parola da Lui proferita e lascia a noi come via sulla quale camminare per giungere la gioia eterna nel suo Cielo. È anche fede in Lui e per Lui. È fede in Lui perché in Lui dobbiamo sempre rimanere perché suo corpo. È fede per con Lui perché la vera fede si vive in comunione con tutte le altre membra del corpo di Cristo, corpo animato dallo Spirito Santo e a Lui sempre arricchito con doni e ministeri. La nostra è vera fede in Cristo, se la nostra vita è consacrata a Lui per formare il suo corpo, con la quotidiana aggiunta di nuovi membri. Se non si edifica il corpo di Cristo, se non si lavora come suoi veri missionari, la nostra fede è vana. Anche se crediamo che la salvezza viene da Lui, rimaniamo fuori di essa, se non siamo in Lui, non viviamo con Lui e per Lui.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che viviamo di vera e pura fede in Cristo Signore.

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