IL VANGELO DEL GIORNO

Comunità Pastorale Maria SS Regina dei Martiri. Lomaniga, Maresso, Missaglia Arcidiocesi di Milano

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Is 62,10-63,3b; Sal 71; Fil 4,4-9; Lc 1,26-38a

DOMENICA 23 DICEMBRE

Dalla Scrittura Santa sappiamo che mai il Signore per dare la vita ad un nuovo essere ha modificato la sua Legge. Non lo ha fatto con Abramo, non lo ha fatto con la madre di Sansone e neanche con la madre di Samuele. La nuova vita umana è sempre dall’unione di un uomo con una donna. Dio non conosce se non questa sua Legge. La scienza potrà inventare altre vie, ma sono vie non stabilite dal Signore e di sicuro non sono vie buone per l’uomo. In apparenza possono anche apparire buone, ma poi si rivelano vie di morte e non di vita. Secondo il racconto della Genesi solo con il primo uomo il Signore non si è servito di questa Legge. Ha creato Lui direttamente la donna prendendo una delle costole di Adamo. La donna è carne dalla sua carne, osso dalle sue ossa. Questo per indicare l’unione intima, naturale dell’uomo e della donna, che nel matrimonio dovranno essere una sola carne, per volontà e per scelta.

E il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta». Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne (Gen 2,18-24).

Sappiamo che con Gesù il Signore pone mano per la creazione della nuova umanità. Prima ha creato la donna dall’uomo con intervento diretto. Nella nuova creazione prima crea la donna piena di grazia, tutta santa. Poi dalla donna, come suo vero figlio, non fa nascere un nuovo essere come fu per Adamo. Fa nascere invece come vero figlio della Donna il suo Figlio Unigenito Eterno, il suo Verbo. Non per formare una nuova coppia, ma una nuova relazione: Madre – Figlio. Questa relazione Gesù la crea presso la croce, tra la Madre sua e il suo discepolo. Madre e discepolo sono la nuova coppia dalla quale nascerà sempre la nuova umanità. Se il discepolo vuole generare veri figli a Dio, può solo generarli nel seno della Madre sua, ma per opera del suo Santo Spirito. Non c’è missione di salvezza senza il seno della Madre e lo Spirito Santo del discepolo. Un discepolo senza lo Spirito Santo e senza il seno di Maria mai genererà un figlio al Padre, mai un fratello a Cristo, mai un tempio allo Spirito Santo.

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

Quanto è avvenuto nella Genesi deve avvenire per ogni nascita alla terra. Quanto è avvenuto a Nazaret deve avvenire per ogni nascita secondo lo Spirito Santo.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni discepolo di Gesù sia colmo di Spirito di Dio. 

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